mercoledì 12 dicembre 2007

Boom!


Il pomeriggio del dodici dicembre
in piazza del Duomo c'è l'abete illuminato;
ma in via del Corso non ci sono le luci,
per l'Autunno caldo il comune le ha levate.

In piazza Fontana il traffico è animato,
c'è il mercatino degli agricoltori.
Sull'autobus a Milano in poche ore,
la testa nel bavero del cappotto alzato.

Bisogna fare tutto molto in fretta
perché la banca chiude gli sportelli;
oh come tutto vola così in fretta
risparmia gente tutto così in fretta

No, no, no, non si può più dormire
la luna è rossa e rossa di violenza!
Bisogna piangere insonni per capire
che l'ultima giustizia borghese si è spenta!

Scende Dicembre sopra la sera,
sopra la gente che parla di Natale;
se questa vita avrà un futuro
metterò casa potrà anche andare.

Dice la gente che in piazza Fontana
forse è scoppiata una caldaia;
là nella piazza 16 morti
li benediva un cardinale

No, no, no, non si può più dormire...

Notti di sangue e di terrore
scendono a valle sul mio paese;
chi pagherà le vittime innocenti?
chi darà vita a Pinelli il ferroviere?

Ieri ho sognato il mio padrone
a una riunione confidenziale;
si son levati tutti il cappello
prima di fare questo macello.

No, no, no, non si può più dormire...

Sulla montagna dei martiri nostri,
tanto giurando su Gramsci e Matteotti;
sull'operaio caduto in cantiere,
su tutti i compagni in carcere sepolti

Come un vecchio discende il fascismo,
succhia la vita ad ogni gioventù;
ma non sentite l'urlo sulla barricata
La classe operaia l'attenderà armata!

No, no, no, non si può più dormire...
No, no, no, non si può più dormire...

Penso che il testo di "Luna Rossa", a parte i riferimenti politici, di un gruppo folk rock milanese degli anni 70, gli Yu Kung, descriva bene, anzi benissimo quello che è stato Piazza Fontana. Consiglio a tutti di ascoltarla.

domenica 28 ottobre 2007

Mi hanno dedicato una pagina di giornale




Vi segnalo un articolo di Libero datato 25/08/07 e firmato Camilla Montella.
Non che sia un lettore di questo giornale però la cosa fa molto piacere.

Ringrazio moltissimo e mi scuso altrettanto con Camilla Montella per l'articolo che mi ha dedicato e per il gravissimo ritardo nel ringraziarla.

http://www.libero-news.it/libero/LF_showArticle.jsp?edition=25%2F08%2F2007&topic=10325&idarticle=86517829#

mercoledì 24 ottobre 2007

Milano a mano armata



Dove sono adesso l'Americano,
Luca Canali e Ugo Piazza; I poveri
eroi stanchi dei cinema popolari
che Scerbanenco, Di Leo, Lenzi e altri hanno

saputo bene raccontare? Veri
personaggi di una incerta Milano,
lontana secoli dal moderno piano
di vista della città. Negli oscuri

ricordi dei milanesi restano
imprigionati e indifesi, rinchiusi
e nascosti come in feree voliere

di trama sottile, per vagliare
i ricordi da lasciare, nelle frasi
storiche, di un'era che detestano.

Mi è capitato di rivedere uno di quei film polizieschi degli anni 70, i famosi B-movie e mi sono accorto che raccontavano una Milano lontana anni luce da quello che è adesso.
Raccontavano una città disordinata, ancora immersa in una identità di paesotto cresciuto troppo in fretta, affollata di gente comune, ladri e malavitosi che sopravvivevano nella Milano che si stava trasformando nella Milano da bere degli anni 80.
Questo periodo è quasi sparito; Ormai anche dai libri di scuola, un periodo brutto fatto di stragi, sequestri e legami politici oscuri, che i milanesi e la città stessa non vogliono ricordare, ma dimenticare quasi interamente se non in qualche mostra sul design.

martedì 2 ottobre 2007

Il mondo a parte di Greco


Il comune di Greco dorme ancora
tra la Martesana e Sesto, rinchiuso
dalla cinta ferroviaria e lo svaso
automobilistico di Viale Zara.

Imprigionato nel suo mondo estruso
della mentalità buonista e rara
della provincia e si copre di mera
spiritualità cittadina ad uso

e consumo dei suoi nuovi residenti
che la considerano periferia
e non riconoscono la sua identità.

Alla fine siamo provinciali ardenti
d'essere elitari con l’ipocrisia
di risaltare la nostra identità.


E' strano, oggi, pensare che Greco in passato era un comune a se stante, lontano dall'essere milanese. Era un paesino, come potrebbe essere oggi uno qualsiasi dei piccoli centri, che ormai stanno nella provincia di Lodi o Pavia. Un borgo rurale, un mondo a parte che si fa intravedere nelle case a due piani con i loro giardinetti oppure nella toponomastica, come ad esempio via Vecchio Comune o Piazza rimembranze di Greco o ancora nella piazzetta vicino a Via De Marchi che lascia sbalorditi nel vedere un angolo di borgata campestre nella perieferia di Milano.
Anche la maggior parte dei milanesi, come Greco, vogliono e bramano di essere cittadini, ma portando sempre con loro la loro provincialità nascondendola e mostrandola solo quando è più comodo.


domenica 2 settembre 2007

I fantasmi di pietra




Fermi e appesantiti,
dal tempo scolpito
nelle loro vene,

gli spettri insolenti
raccontano il rito
delle lente pene

della Milano da
bere; scherzando
e spaventando chi

non li ascolta. Sporchi
raccontano al mondo
la loro arte in grida.

Passando di fianco a Palazzo Marino, la sera, si resta un po' impauriti nel vedere gli Omenoni, quelle lesene antropomorfe che si affacciano sulla strada. Sono dei fantasmi di pietra, quasi come quelli di Mauro Corona; delle rocce che raccontano la loro storia che coincide con la storia di Milano. Mi piacerebbe proprio sapere come racconteranno il nostro tempo nel futuro.

martedì 21 agosto 2007

Il modello atomico milanese




Ruotano! Veloci, frenetici, caotici
i milanesi che ogni giorno si alzano
pigri e confusi. Prendono gli autobus,
le auto e le metro e i tram per saltare
d'orbitale e produrre, stanchi,
un solo quanto d'energia
ciascuno. Tornano poi
per ricaricarsi
nelle scomode
strade urbane.
Ruotano!
Soli
nel
loro
piccolo
orbitale
dimenticando
di essere forse
minime particelle
subatomiche di un mondo,
non ancora scoperto. ma più
grande di noi. Ruotano! Nascosti
dall'elettromagnetismo imposto da
leggi fisiche: di attrazione e repulsione.


Milano è un atomo e i suoi abitanti, palazzi e istituzioni sono le particelle che agitandosi nelle loro orbite evitano il collasso di tutto il sistema. Una macchina imperfetta sempre sull'orlo di un esplosione nucleare.

martedì 17 luglio 2007

Los gordos de Botero




Botero ha ragione,
siamo ciccioni. Ingordi
di consumismo.


In giro per Milano sono spuntate al posto delle colorate e vandalizzate vacche alcune statue di Botero. Vedere quelle donne e animali abnormi mi ha fatto capire che siamo tutti come quelle statue: degli obesi , dei bulimici del comprare, consumare, spendere. Quelle strane forme raffigurano benissimo l'uomo contemporaneo.